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Infarto miocardico acuto: l’insorgenza precoce di una aritmia maligna identifica i pazienti a più alto rischio di mortalità a 30 giorni
Il significato prognostico nel lungo periodo della tachicardia ventricolare sostenuta ( TVS ) o della fibrillazione ventricolare ( FV ), precoce ( entro 48 ore ), nei pazienti con infarto miocardico acuto rimane controverso.Dati indicano che alcuni dei benefici dell’antagonismo...(Leggi)
GDF-15 è un marcatore prognostico nei pazienti con infarto miocardico acuto
Ricercatori della Leicester University in Gran Bretagna hanno esaminato il valore prognostico nel lungo periodo del fattore di crescita e differenziazione 15 ( GDF-15 ) nei pazienti che avevano sofferto di un infarto miocardico acuto ( IMA ).Il fattore di...(Leggi)
Predizione di gravi eventi aritmici nei pazienti con funzione ventricolare sinistra depressa dopo infarto miocardico acuto
Ricercatori dello studio CARISMA ( Cardiac Arrhythmias and Risk Stratification after Acute Myocardial Infarction ) hanno esaminato la capacità dei test di stratificazione del rischio di predire gravi eventi aritmici dopo infarto miocardico acuto ( IMA ) nei pazienti con...(Leggi)
L’albuminuria è un predittore indipendente di mortalità dopo infarto miocardico acuto
Un aumento dell’albuminuria si presenta nei primi giorni dopo infarto miocardico acuto.Uno studio, che ha coinvolto 1.211 pazienti consecutivi, ricoverati per infarto miocardico acuto ( IMA ), ha esaminato la relazione esistente tra l’albuminuria e la mortalità a 30 giorni.La...(Leggi)
La dimensione atriale sinistra al basale è un predittore indipendente di mortalità o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca dopo infarto miocardico complicato
È stata valutata la relazione tra dimensione atriale sinistra e outcome ( esito ) dopo infarto miocardico ad alto rischio.Lo studio VALIANT Echocardiography ha arruolato in modo prospettico 610 pazienti con disfunzione ventricolare sinistra, scompenso cardiaco, o entrambi, dopo un...(Leggi)
Precoce scompenso cardiaco dopo IMA: gli elevati livelli di eritropoietina al basale predicono l’aumento della mortalità
Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica, i livelli di eritropoietina risultano aumentati e correlati a una prognosi non-favorevole.Inoltre, i livelli di eritropoietina in questi pazienti mostrano una debole correlazione con i livelli di emoglobina.È stata compiuta un’analisi retrospettiva di un...(Leggi)
La maggior parte dei pazienti con insorgenza notturna dell’infarto miocardico soffrono di apnea ostruttiva del sonno
L’apnea ostruttiva nel sonno ha un’alta prevalenza ed è caratterizzata da anormalità emodinamiche e neurormonali notturne, che possono aumentare il rischio di infarto miocardico durante la notte.Uno studio, coordinato da Ricercatori della Mayo Clinic a Rochester negli Stati Uniti, ha...(Leggi)
Bassi livelli di 25-Idrossivitamina D sono associati a rischio di infarto miocardico negli uomini
La deficienza di vitamina D può essere coinvolta nello sviluppo di aterosclerosi e di malattia coronarica negli esseri umani.Ricercatori dell’Haverd School of Public Heath a Boston negli Stati Uniti, hanno valutato in modo prospettico se le concentrazioni plasmatiche di 25-Idrossivitamina...(Leggi)
L’attività sierica di DNasi I può rappresentare un marker diagnostico per l’infarto miocardico acuto
L’attivita della desossiribonucleasi I ( DNasi I ) plasmatica è ritenuta essere un potenziale marker diagnostico per l’infarto miocardico acuto.Ricercatori dell’University of Fukui in Giappone, hanno valutato se l’attività plasmatica di DNasi I fosse utile per l’individuazione dell’ischemia miocardica.E’ stata...(Leggi)
Studio REFINE: valutazione non-invasiva del rischio precoce dopo infarto miocardico
L’obiettivo dello studio REFINE è stato quello di determinare se la valutazione combinata del tono autonomico più il subastrato elettrico cardiaco permetta di identificare la maggior parte dei pazienti a rischio di gravi eventi dopo infarto miocardico, e di confrontare...(Leggi)
 
 
 
 
 
 
 
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