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52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Infarto miocardico silente e rischio a lungo termine di insufficienza cardiaca


Sebbene l'infarto miocardico silente rappresenti circa la metà del numero totale di infarti miocardici, il rischio di insufficienza cardiaca tra i pazienti con infarto miocardico silente non è ben definito.
Lo studio ARIC ( Atherosclerosis Risk In Communities ) ha esaminato l'associazione tra infarto miocardico silente e infarto del miocardio clinicamente manifesto con insufficienza cardiaca, rispetto ai pazienti senza infarto miocardico.

L’analisi ha incluso 9.243 partecipanti dello studio ARIC che erano liberi da malattie cardiovascolari al basale ( visita ARIC 1: 1987-1989 ).

L'infarto miocardico silente è stato definito come evidenza elettrocardiografica di infarto miocardico senza infarto miocardico clinicamente manifesto dopo il basale fino alla visita ARIC 4 ( 1996-1998 ).
Gli eventi di scompenso cardiaco sono stati accertati a partire dalla visita ARIC 4 fino al 2010 in individui senza cuore scompensato prima di quella visita.

Tra le visite ARIC 1 e 4, si sono verificati 305 infarti silenti e 331 infarti clinicamente manifesti.

Dopo la visita ARIC 4 e durante un follow-up mediano di 13.0 anni, si sono verificati 976 eventi di insufficienza cardiaca.
Il tasso di incidenza di insufficienza cardiaca è stato più alto sia nei partecipanti con infarto clinicamente manifesto che in quelli con infarto silente, rispetto a quelli senza infarto miocardico ( i tassi di incidenza per 1.000 anni-persona sono stati rispettivamente 30.4, 16.2 e 7.8; P minore di 0.001 ).

In un modello aggiustato per dati demografici e fattori di rischio di scompenso cardiaco, sia l'infarto silente ( hazard ratio, HR=1.35) che l'infarto clinicamente manifesto ( HR=2.85 ) sono stati associati a un aumentato rischio di insufficienza cardiaca rispetto a nessun infarto miocardico.
Queste associazioni sono state costanti in sottogruppi di partecipanti stratificati secondo diversi predittori di rischio di insuffciienza cardiaca.

Tuttavia, il rischio di insufficienza cardiaca associata a inafrto silente è stato maggiore nei soggetti più giovani rispetto all'età media ( 53 anni ) ( HR=1.66 vs HR=1.19, rispettivamente; interazione globale P per tipo di infarto inferiore a 0.001 ).

In conclusione, l'infarto miocardico silente è associato a un aumentato rischio di insufficienza cardiaca.
Sono necessarie ricerche future per esaminare il rapporto tra costo ed efficacia dello screening per l'infarto silente come parte della valutazione del rischio di insufficienza cardiaca, e per identificare terapie preventive per migliorare il rischio di insufficienza cardiaca tra i pazienti con inafrto miocardico silente. ( Xagena2018 )

Qureshi WT et al, J Am Coll Cardiol 2018; 71: 1-8

Cardio2018



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