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Associazione Silvia Procopio

Associazione tra infarto miocardico e fratture osteoporotiche


I dati sull'associazione tra infarto del miocardio e fratture sono scarsi.

Uno studio ha valutato se l'infarto miocardico costituisse un fattore di rischio per la frattura osteoporotica.

Sono stati seguiti gli abitanti di Olmsted County nel Minnesota ( Stati Uniti ), con infarto miocardico incidente diagnosticato tra il 1979 e il 2006 e i soggetti di controllo della comunità corrispondenti ai casi per età, sesso e anno di insorgenza ( rapporto tra casi e controlli 1:1; n=6642 ).

Il periodo osservazionale ha avuto termine nel 2009.

Le misure di esito erano: tempo alla frattura osteoporotica (generale e per sede anatomica ) e decesso.

I tassi di incidenza per le fratture sono rimasti stabili nei controlli ma sono aumentati notevolmente nel corso del tempo tra i casi con infarto miocardico.

Anche se è stato riscontrato globalmente un eccesso di rischio di frattura dopo infarto miocardico (hazard ratio corretto, HR=1.32 ), sono state notate sostanziali variazioni temporali ( 1979-1989: HR=0.81; 1990-1999: HR=1.47; 2000-2006: HR=1.73; P per trend inferiore a 0.001 ).
Gli andamenti sono stati simili indipendentemente da età, sesso o sede della frattura.

Al contrario, l'hazard ratio complessivo per la mortalità nei casi di infarto miocardico, rispetto ai controlli, non è cambiato sostanzialmente, nonostante un calo costante del tasso di mortalità a 30 giorni ( 12.5% tra 1979 e 1989; 6.7% dal 2000 al 2006 ).

I cambiamenti osservati nella prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare al basale, nelle caratteristiche dell'infarto miocardico e nelle comorbidità non hanno pienamente giustificato l'andamento del rischio di fratture.

In conclusione, negli ultimi decenni, l'associazione tra infarto miocardico e fratture osteoporotiche è aumentata in modo costante.
La tendenza è in linea con lo spostamento degli esiti post-infartuali verso eventi non-cardiovascolari, evidenziando la necessità di strategie globali di prevenzione per adattare il cambiamento dell'epidemiologia dell'infarto miocardico. ( Xagena2011 )

Gerber Y et al, Circulation 2011; 124: 297-303



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