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Ruolo predittivo della proteina C-reattiva sullo sviluppo di insufficienza cardiaca e morte tra i pazienti sopravvissuti ad infarto miocardico


Ricercatori israeliani hanno studiato la relazione tra proteina C-reattiva ( CRP ) e rischio di morte e di insufficienza cardiaca nel lungo periodo in coloro che sono sopravvissuti ad un infarto miocardico acuto.

Lo studio prospettico ha riguardato 1044 pazienti ricoverati a causa di un infarto miocardico acuto e dimessi in condizioni stabili.

Durante un periodo osservazionale medio di 23 mesi, 113 pazienti sono morti e 112 hanno sviluppato insufficienza cardiaca.

Al modello di regressione multivariata di Cox, l’hazard ratio ( rapporto tra i rischi ) per la morte è progressivamente aumentato con i più alti quartili della proteina C reattiva ( CRP ) rispetto al primo quartile: secondo quartile, 1.4; terzo quartile, 2.3; quarto quartile, 3.

Rispetto ai pazienti nel primo quartile CRP, l’hazard ratio per l’insufficienza cardiaca è stato il seguente: secondo quartile, 1.1; terzo quartile, 1.9; quarto quartile, 2.1.

Secondo gli Autori, la proteina C reattiva è un marker di sviluppo di insufficienza cardiaca e di mortalità nel lungo periodo nei pazienti con infarto miocardico acuto, e fornisce informazioni prognostiche oltre a quelle fornite dai convenzionali fattori di rischio e dal grado della disfunzione sistolica ventricolare sinistra. ( Xagena2006 )

Suleiman M et al, J Am Coll Cardiol 2006; 47: 962-968


Cardio2006


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