Aggiornamenti su Malattie del circolo polmonare
Associazione Silvia Procopio
American Heart Association

Infarto miocardico spontaneo dopo sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento del tratto ST gestita senza rivascolarizzazione


I pazienti con sindrome coronarica acuta, in particolare quelli che hanno ricevuto il trattamento medico senza rivascolarizzazione, sono ad alto rischio di infarto miocardico spontaneo, ma la sua frequenza e i predittori sono sconosciuti.

Uno studio ha cercato di caratterizzare gli eventi spontanei di infarto del miocardio in una popolazione randomizzata durante i 30 mesi di follow-up e di sviluppare un modello di previsione per infarto miocardico spontaneo in modo da assegnare il rischio di eventi spontanei di infarto miocardico nelle popolazioni con sindrome coronarica acuta.

Sono stati analizzati i dati dello studio randomizzato TRILOGY ACS ( TaRgeted platelet Inhibition to cLarify the Optimal strateGy to medically manage Acute Coronary Syndromes ) con Aspirina più Clopidogrel o Prasugrel dopo sindrome coronarica acuta.
Lo studio comprendeva 9.326 pazienti con infarto miocardico senza sopraslivellamento ST ( infarto NSTEMI ) / angina instabile che sono stati trattati medicalmente senza rivascolarizzazione programmata.
La popolazione presa in esame è stata di 9.294 pazienti.

Sono stati determinati i predittori di tempo al primo evento spontaneo di infarto miocardico nell’arco di 30 mesi.

Tra i 9.294 pazienti, si sono verificati nel corso di una mediana di 17 mesi 695 eventi di infarto miocardico spontaneo, che ha rappresentato il 94% degli eventi giudicati coem infarto miocardico ( n=737 ).
Il tasso di eventi, secondo Kaplan-Meier, di infarto miocardico spontaneo nell’arco di 30 mesi è stato del 10.7%.

I predittori più forti di infarto miocardico spontaneo erano l'età avanzata, l’infarto NSTEMI versus angina instabile come evento indice, diabete mellito, nessuna angiografia pre-randomizzazione, e valori di creatinina al basale superiori.

Il modello ha mostrato buone capacità predittive ( c-index=0.732 ), con una buona calibrazione, in particolare per i pazienti con rischio basso-moderato di infarto miocardico spontaneo.

In conclusione, l’infarto miocardico spontaneo in seguito a un evento trattato in modo farmacologico di angina instabile / infarto NSTEMI è comune.
Le caratteristiche di base possono essere utilizzate per prevedere il conseguente rischio di infarto miocardico spontaneo in questa popolazione.
Questi risultati forniscono informazioni sulla storia naturale a lungo termine dei pazienti con angina instabile / infarto NSTEMI medicalmente gestiti e potrebbero essere utilizzati per ottimizzare la stratificazione del rischio e il trattamento di questi pazienti. ( Xagena2016 )

Lopes RD et al, J Am Coll Cardiol 2016; 67: 1289-1297

Cardio2016



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